Sebbene frequentata sin dalla preistoria (iprimi insediamenti umani si fanno risalire intorno al 6.000-5.000 a.C.), l'isola non ha mai elaborato una forma associativa unitaria. La traccia dell' insediamento è di conseguenza estremamente frammentata, come testimoniano i tanti piccoli villaggi disseminati nel territorio, espressione di un assetto civico sociale organizzato per comunità e gruppi tribali di modesta entità. Quella della civiltà nuragica fu un'epoca di indipendenza ma anche di relativo isolamento dai grandi movimenti culturali del Mediterraneo. Ciò che oggi resta di quel passato si esprime perciò in un segno archeologico del tulio peculiare, di cui il nuraghe è l'immagine più eclatante. Altro tratto tipico dell'archeologia sarda è la dislocazione dei monumenti e delle opere architettoniche, sparse nel territorio in aperta campagna in una suggestiva integrazione con l'ambiente naturale. Assieme ai nuraghi, altri segni del passato come le domus de janas, i pozzi e i templi sacri, le tombe dei giganti, le grandi pietre fissate nel suolo (i betili o menhir dell'architettura megalitica), fanno della Sardegna una sorta di "museo a cielo aperto". La frequenza di queste tracce è notevole. In tutto il territorio si contano infatti circa 7000 nuraghi e centinaia di altri monumenti archeologici.
ALGHERO
Fondata dai Doria nel 1102, in un’area già anticamente antropizzata, la città divenne presto strategicamente importante in virtù della posizione geografica e dei fondali ricchi di corallo. Al termine di un lungo assedio culminato nella battaglia di Alghero (Golfo di Porto Conte, 27 agosto 1353), fu conquistata dai Catalano-Aragonesi che deportarono i vinti e ripopolarono la cittadina con propri coloni. A seguito di complesse vicende dinastiche la roccaforte passò poi alla Corona di Spagna, cui si mostrò tanto fedele da meritare nel 1541 la visita dell’imperatore Carlo V. Questi definì la cittadina bonita y bien assentada, “graziosa e ben munita”, nominandone gli abitanti todos caballeros, “tutti cavalieri”. Permangono ancora oggi catalane la lingua, la cultura e le tradizioni, come le rappresentazioni sacre e le famose processioni di Pasqua: del resto gli Algheresi seguitano a chiamare la città Barcelloneta, ossia “la piccola Barcellona”.
ARGENTIERA
Argentiera è una splendida cala formata da due spiagge: una più grande a nord ed una più piccola a sud chiamata Cala Onanu. Quest'ultima, è dominata dal fabbricato della Laveria in legno, alle spalle del quale, sorge l'antico centro minerario per l'estrazione di piombo e zinco argentifero sfruttato dal XIX secolo sino al 1962; splendido esempio di archeologia industriale. La sabbia è piuttosto grigia, grossolana con ciottoli, il mare è blu, molto profondo.
STINTINO
L'origine di Stintino risale al 1885 con l'insediamento di 45 famiglie, in prevalenza legate alle attivita della pesca, provenienti dall'isola dell'Asinara. In precedenza il territorio, facente parte della Nurra di Sassari, era popolato da insediamenti sparsi di pastori-contadini, che abitavano in residende-ricoveri di bestiame denominati "li cuili". La borgata di Stintino, gia frazione del comune di Sassari, è diventata comune autonomo il 10 Agosto 1988. Le prime elezioni per la nomina del consiglio comunale di Stintino si sono tenute nel Marzo del 1989.